Il Commissario che Deve Guardare Senza Prendere il Timone
Genova, la Lanterna — sera di sabato 26 settembre 2026
Dove il faro più antico d’Italia non ha mai guidato una nave con le proprie mani, e dove si capisce perché il Codice della Crisi affidi la sorveglianza del concordato a chi deve segnalare la rotta sbagliata, non correggerla di persona.
✠ AI LETTORI ✠
Quattro domeniche fa l’attestatore, a Venezia, e la Prudenza. Tre domeniche fa l’esperto, a Bergamo, e la Giustizia. Due domeniche fa il sindaco, a San Gimignano, e la Fortezza. Domenica scorsa il curatore, a Orvieto, e la Temperanza. Con il curatore si chiudeva il quadro delle quattro virtù cardinali.
Stasera il quinto protagonista non ne eredita una quarta già usata: ne porta una tutta sua, più antica di Aristotele — la Vigilanza.
Si chiama commissario giudiziale, e vive solo nel concordato preventivo, mai nella liquidazione giudiziale.
Non amministra, non firma contratti, non decide al posto dell’imprenditore che resta alla guida della propria impresa. Guarda, verifica, riferisce. Se scopre che la nave sta andando a sbattere, non prende il timone: lo dice al Tribunale, e tocca al Tribunale decidere se fermare la nave.
✠ IL DIAVOLO HA UNA TELEVISIONE ✠
Prima di salire sulla Lanterna di stasera, due notizie. La prima riguarda tutti voi.
