Il Curatore che Deve Scavare Senza Farsi Seppellire
Orvieto, il Pozzo di San Patrizio — sera di sabato 19 settembre 2026
Dove due scale a chiocciola scendono nello stesso pozzo senza mai incrociarsi — e dove si capisce perché il Codice della Crisi separi, nello stesso mestiere, chi scava per trovare da chi poi deve rendere conto di quello che ha trovato.
✠ AI LETTORI ✠
Tre domeniche fa l’attestatore, a Venezia, e la Prudenza. Due domeniche fa l’esperto, a Bergamo, e la Giustizia. Domenica scorsa il sindaco, a San Gimignano, e la Fortezza. Stasera il quarto protagonista, e scendiamo — letteralmente: da una torre pubblica a un pozzo scavato nel tufo, sotto una città intera che per millenni ha vissuto anche sotto se stessa.
La virtù di stasera è la Temperanza.
Non quella debole, che rinuncia. Quella che sa fino a dove scavare, e quando fermarsi. Si chiama curatore, e nella liquidazione giudiziale è insieme la figura più investigativa e la più regolata di tutto il Codice della Crisi: ha poteri che un investigatore privato si sognerebbe — accede all’anagrafe tributaria, ai conti correnti, ai rapporti bancari di anni — ma ogni suo passo ha un termine, un giudice che lo controlla, e una sanzione precisa se sbaglia i tempi.
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Avvertenze per l’Uso
Bugiardino della Domenica. Posologia serale.

