Contestare un tasso di interesse come usurario richiede una prova tecnica rigorosa, costruita su documenti specifici che vanno raccolti con attenzione prima ancora di valutare l'opportunità di agire in giudizio.
Il primo documento indispensabile è il contratto originale, con tutte le condizioni economiche pattuite, incluse le clausole su interessi corrispettivi, moratori, commissioni e spese accessorie: senza il testo contrattuale completo, ogni calcolo successivo resta privo di base.
Servono poi gli estratti conto o il piano di ammortamento completo, per ricostruire quanto effettivamente addebitato nel corso del rapporto, e il decreto ministeriale che fissava il tasso soglia usura nel trimestre in cui il contratto è stato stipulato, non in quello attuale.
La combinazione di questi elementi permette a un consulente tecnico di calcolare il tasso effettivo globale applicato al rapporto e confrontarlo con la soglia vigente alla stipula: solo con questo confronto documentato è possibile sostenere fondatamente una contestazione di usura davanti a un giudice.
