Una situazione ricorrente nella pratica del sovraindebitamento riguarda chi si ritrova gravato da debiti non per consumi o investimenti propri, ma per aver prestato una fideiussione a garanzia dei debiti di un familiare o di un'impresa in cui aveva un ruolo.
Quando la banca escute la garanzia, il fideiussore diventa debitore a tutti gli effetti, e può accedere alle procedure di sovraindebitamento secondo la propria qualificazione soggettiva: consumatore, se la fideiussione non era collegata alla propria attività professionale, o piccolo imprenditore altrimenti.
Il punto di attenzione principale in questi casi è la valutazione della meritevolezza: il tribunale considera se la fideiussione è stata prestata con consapevolezza del rischio e della propria capacità di farvi fronte, o se invece la persona è stata indotta a garantire senza una reale comprensione dell'esposizione assunta.
La giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto maggiore tutela ai fideiussori più deboli — coniugi, familiari senza competenze finanziarie specifiche — quando la garanzia è stata sottoscritta in un contesto di squilibrio informativo rispetto alla banca o all'impresa garantita.
