Il servicer incaricato della gestione di un portafoglio di crediti UTP svolge un ruolo qualitativamente diverso rispetto a chi gestisce crediti NPL già classificati in sofferenza: l'obiettivo primario non è il recupero forzato immediato, ma la ricerca di una soluzione di ristrutturazione che eviti il deterioramento ulteriore della posizione.
Questo approccio richiede competenze diverse rispetto al recupero crediti tradizionale: capacità di analisi finanziaria dell'impresa debitrice, valutazione della sostenibilità di un piano di rientro, e spesso una negoziazione diretta e continuativa con l'imprenditore, più simile al lavoro di un esperto nella Composizione negoziata che a quello di un recupero crediti in senso stretto.
I mandati di servicing su portafogli UTP prevedono tipicamente incentivi economici collegati non solo all'importo recuperato, ma anche alla qualità della soluzione raggiunta: un rientro in bonis del credito, con il debitore che torna a onorare regolarmente le proprie obbligazioni, può essere remunerato in modo comparabile o superiore a un recupero forzato parziale attraverso azioni esecutive.
Per l'impresa debitrice classificata UTP, comprendere questa differenza di approccio da parte del servicer può cambiare significativamente la strategia negoziale: un dialogo aperto e trasparente sulla propria situazione finanziaria, accompagnato da un piano di rientro credibile, ha spesso più possibilità di successo rispetto a un atteggiamento difensivo o evasivo nei confronti del gestore incaricato.
