Quando l'operatore che gestisce un hotel in affitto d'azienda entra in una procedura di composizione della crisi, il proprietario dell'immobile si trova in una posizione particolare: è creditore per i canoni non pagati, ma ha anche interesse a valutare se la prosecuzione del rapporto sia comunque preferibile rispetto alla ricerca di un nuovo gestore.
Nella Composizione negoziata, il contratto di affitto d'azienda prosegue in linea di principio, salvo che l'esperto o lo stesso conduttore in crisi valutino di scioglierlo come atto di gestione ordinaria o straordinaria, a seconda del peso specifico del canone sul piano di risanamento complessivo.
Il proprietario può, in questa fase, negoziare direttamente con l'operatore in crisi una rimodulazione temporanea del canone, coerente con la logica generale della Composizione negoziata di preservare, quando possibile, la continuità dei rapporti commerciali che generano valore per entrambe le parti.
Se la crisi dell'operatore si aggrava fino a una procedura concorsuale più severa, il proprietario deve valutare tempestivamente le proprie opzioni contrattuali: la risoluzione del rapporto per inadempimento, la ricerca anticipata di un nuovo gestore, o la partecipazione attiva alla procedura come creditore per i canoni pregressi, tutte scelte che richiedono un monitoraggio costante della situazione dell'operatore fin dai primi segnali di difficoltà.
