A differenza delle società quotate, dove i patti parasociali rilevanti devono essere comunicati e resi pubblici secondo la disciplina del mercato finanziario, nelle società non quotate i soci hanno una libertà molto maggiore di mantenere riservato il contenuto dei propri accordi.
Questa riservatezza risponde spesso a esigenze concrete: soci che non vogliono rendere note a terzi — concorrenti, fornitori, potenziali investitori futuri — le regole interne di governance o le clausole di uscita concordate tra loro.
Per proteggere effettivamente questa riservatezza, i patti parasociali includono tipicamente clausole di confidenzialità specifiche, con penali economiche significative in caso di violazione da parte di uno dei soci firmatari.
La violazione della riservatezza da parte di un socio infedele, oltre a esporlo alla penale contrattuale pattuita, può in alcuni casi giustificare anche l'attivazione di clausole di esclusione o di riscatto forzoso della sua partecipazione, quando espressamente previste nel patto come conseguenza di comportamenti gravemente lesivi del rapporto fiduciario tra i soci.
