Nel linguaggio tecnico bancario, i crediti problematici si distinguono in categorie con caratteristiche e implicazioni molto diverse, la cui corretta classificazione determina l'approccio gestionale che la banca adotterà nei confronti del debitore.
I crediti classificati come NPL, non performing loan o crediti deteriorati, sono quelli per cui la banca ha già rilevato un'inadempienza grave e persistente, con una probabilità di recupero integrale ormai fortemente compromessa secondo i criteri prudenziali applicati.
I crediti UTP, unlikely to pay o inadempienze probabili, rappresentano invece una categoria intermedia: il debitore non è ancora formalmente inadempiente in modo grave, ma la banca valuta improbabile, sulla base di indicatori oggettivi, che possa onorare integralmente l'obbligazione senza un intervento di ristrutturazione.
La distinzione ha conseguenze pratiche rilevanti: mentre gli NPL vengono spesso ceduti in blocco a operatori specializzati nel recupero, gli UTP restano più frequentemente oggetto di gestione interna da parte della banca, con l'obiettivo di trovare una soluzione di ristrutturazione che eviti il deterioramento ulteriore verso la categoria più grave dei crediti in sofferenza.
