I crediti deteriorati ceduti a fondi specializzati o a veicoli di cartolarizzazione restano soggetti agli stessi termini di prescrizione applicabili al rapporto originario, senza che la cessione produca alcun effetto di interruzione o di riapertura automatica di termini già maturati o in corso di maturazione.
Per il debitore che riceve una richiesta di pagamento da un fondo dopo molti anni dall'ultima interazione con la banca originaria, la verifica della prescrizione è spesso il primo elemento tecnico da controllare, prima ancora di entrare nel merito dell'importo effettivamente dovuto.
Il calcolo del termine di prescrizione richiede di individuare correttamente il momento di decorrenza, che varia in funzione del tipo di rapporto originario — mutuo, apertura di credito, fideiussione — e di verificare l'eventuale esistenza di atti interruttivi intervenuti nel corso degli anni, come richieste formali di pagamento o riconoscimenti del debito da parte del debitore stesso.
Un elemento tecnico spesso decisivo riguarda la prova di questi atti interruttivi: il fondo cessionario, che spesso acquista il portafoglio molti anni dopo l'origine del credito, deve essere in grado di documentare l'intera catena di atti interruttivi eventualmente intervenuti, un onere probatorio che nella pratica non sempre viene soddisfatto in modo completo, aprendo margini concreti di contestazione per il debitore diligente.
