Il mutuo fondiario, forma tipica di finanziamento a lungo termine garantito da ipoteca su immobile, è soggetto a un limite di finanziabilità fissato dalla Banca d'Italia, che stabilisce il rapporto massimo tra l'importo erogato e il valore dell'immobile posto a garanzia.
Quando questo limite viene superato — situazione che si verifica quando la banca eroga un importo superiore alla percentuale consentita rispetto al valore di perizia dell'immobile — si apre un dibattito giuridico complesso sulle conseguenze di questa violazione.
Un primo orientamento ha sostenuto la nullità dell'intero contratto per violazione di una norma imperativa posta a tutela della stabilità del sistema creditizio, con conseguenze potenzialmente molto favorevoli per il debitore in termini di ripetizione degli interessi versati.
La giurisprudenza più recente e consolidata tende invece a qualificare il superamento del limite di finanziabilità come una mera violazione di natura regolamentare, priva di effetti sulla validità del contratto tra le parti, pur potendo comportare conseguenze sul piano della vigilanza bancaria nei confronti dell'istituto che ha erogato il finanziamento oltre soglia.
