Il regolamento MiCA esclude espressamente dal proprio perimetro applicativo i token non fungibili, comunemente noti come NFT, quando rappresentano beni genuinamente unici e non intercambiabili, come opere d'arte digitali o oggetti da collezione digitali.
La logica di questa esclusione è coerente con l'impianto generale del regolamento, pensato per disciplinare cripto-attività con funzione essenzialmente finanziaria o di mezzo di scambio, non beni unici il cui valore dipende da caratteristiche specifiche e non fungibili, più assimilabili concettualmente a un'opera d'arte fisica che a uno strumento finanziario.
Il regolamento prevede però eccezioni specifiche: quando un NFT viene emesso in grandi serie o collezioni sostanzialmente intercambiabili tra loro, o quando la sua struttura economica lo rende di fatto assimilabile a una cripto-attività fungibile con funzione di investimento, può rientrare comunque nel perimetro regolato secondo la sua reale funzione economica, indipendentemente dalla qualificazione formale attribuitagli dall'emittente.
Per gli operatori che lanciano progetti NFT, questa distinzione richiede un'analisi caso per caso della struttura specifica dell'offerta: una singola opera digitale unica resta fuori da MiCA, mentre una collezione di migliaia di token con caratteristiche sostanzialmente omogenee e promossa con aspettative di rendimento economico rischia una diversa qualificazione regolamentare, con conseguenti obblighi autorizzativi da verificare fin dalla fase di progettazione dell'offerta.
