Un'operazione di M&A transfrontaliera, dove acquirente e target operano in giurisdizioni diverse, richiede un livello di coordinamento significativamente superiore rispetto a un'acquisizione puramente domestica, sia sul piano organizzativo sia su quello tecnico-giuridico.
Il coordinamento tra consulenti legali locali in ciascuna giurisdizione coinvolta è essenziale: le differenze nei sistemi di diritto societario, nelle procedure di trasferimento della proprietà, nei requisiti autorizzativi settoriali specifici possono variare in modo significativo da un Paese all'altro, anche all'interno dello stesso mercato europeo formalmente armonizzato su molti aspetti.
Un elemento tecnico spesso sottovalutato riguarda la struttura fiscale complessiva dell'operazione: la scelta della giurisdizione in cui costituire eventuali veicoli di acquisizione intermedi, la gestione delle ritenute fiscali sui dividendi o sugli interessi tra le diverse giurisdizioni coinvolte, e l'applicazione dei trattati contro la doppia imposizione richiedono una pianificazione fiscale internazionale coordinata fin dalla fase preliminare dell'operazione.
La gestione pratica di questi progetti richiede tipicamente la nomina di un consulente legale principale, spesso nella giurisdizione dell'acquirente o in quella considerata più centrale per l'operazione, che coordina il lavoro dei consulenti locali nelle altre giurisdizioni coinvolte, garantendo coerenza complessiva alla struttura giuridica dell'operazione pur nel rispetto delle specificità normative di ciascun Paese.
