Le operazioni di M&A strutturate come trasferimento di un ramo d'azienda, anziché come mera cessione di quote societarie, attivano una disciplina specifica di tutela dei lavoratori, che prevede la continuità automatica dei rapporti di lavoro in capo al nuovo titolare dell'azienda ceduta.
Questo significa che l'acquirente subentra automaticamente in tutti i rapporti di lavoro esistenti al momento del trasferimento, con le stesse condizioni economiche e normative precedentemente applicate dal cedente, senza necessità di un nuovo consenso individuale da parte di ciascun lavoratore coinvolto nell'operazione.
Prima del trasferimento, quando l'operazione supera determinate soglie dimensionali in termini di numero di dipendenti coinvolti, la legge impone un obbligo di informazione e consultazione preventiva delle rappresentanze sindacali, un passaggio procedurale che va pianificato con largo anticipo rispetto alla data prevista per il closing, per non rischiare di ritardare l'intera operazione.
Un elemento tecnico spesso rilevante nella negoziazione riguarda la responsabilità solidale tra cedente e cessionario per i crediti dei lavoratori maturati prima del trasferimento: una responsabilità che la legge mantiene per un periodo determinato anche dopo il closing, e che richiede quindi un'attenta verifica, in sede di due diligence, della regolarità delle posizioni lavorative e retributive dei dipendenti coinvolti nell'operazione di acquisizione.
