Chi vanta un credito verso un'impresa in liquidazione giudiziale non viene pagato automaticamente: deve presentare domanda di insinuazione al passivo, corredata dai documenti che provano l'esistenza e l'entità del credito.
Il curatore esamina ogni domanda e forma un progetto di stato passivo, che sottopone al giudice delegato: può ammettere il credito integralmente, ammetterlo parzialmente, o contestarlo del tutto se i documenti prodotti non sono sufficienti a dimostrarne l'esistenza.
Un elemento tecnico spesso decisivo è la corretta qualificazione del credito: un credito chirografario, uno privilegiato e uno prededucibile hanno diritto a percentuali di soddisfazione completamente diverse, e un errore di classificazione in fase di domanda può costare caro al creditore.
Il creditore escluso o ammesso solo parzialmente ha diritto di proporre opposizione allo stato passivo davanti al tribunale, un procedimento che si svolge secondo regole specifiche e con termini decadenziali stretti da rispettare.
