Capita spesso che nei locali di un'impresa entrata in liquidazione giudiziale si trovino beni che non appartengono al debitore: merce in conto deposito, macchinari in leasing non ancora riscattati, beni consegnati con riserva di proprietà del venditore fino al saldo del prezzo.
Il legittimo proprietario di questi beni può proporre domanda di rivendica al curatore, dimostrando il proprio titolo di proprietà e chiedendo la restituzione del bene, che resta escluso dalla massa attiva destinata alla soddisfazione dei creditori.
La procedura di rivendica segue termini e forme specifiche, spesso coincidenti con quelli previsti per l'insinuazione al passivo: chi non presenta tempestivamente la domanda rischia che il curatore, in buona fede, includa il bene nella liquidazione come se appartenesse al debitore.
Un caso particolarmente frequente riguarda i beni in leasing: se il canone non è stato interamente pagato al momento dell'apertura della procedura, la società di leasing ha diritto alla restituzione del bene, salvo che il curatore scelga di subentrare nel contratto pagando i canoni residui, quando ritiene il bene essenziale per la prosecuzione dell'attività.
