Nella maggior parte dei contenziosi bancari che superano la fase preliminare, il giudice nomina un consulente tecnico d'ufficio — un perito contabile — incaricato di ricalcolare il rapporto tra le parti secondo i criteri indicati dal tribunale.
La formulazione dei quesiti che il giudice sottopone al consulente è spesso il momento più delicato della causa: quesiti generici o mal calibrati producono una perizia che non risponde alle effettive contestazioni sollevate, con il rischio di dover richiedere chiarimenti che allungano notevolmente i tempi.
Le parti hanno diritto di nominare propri consulenti tecnici di parte, che partecipano alle operazioni peritali e possono presentare osservazioni scritte alla bozza di relazione prima del deposito definitivo: un passaggio tecnico che richiede competenze contabili specifiche, non solo giuridiche.
L'esito della consulenza tecnica d'ufficio, pur non vincolando formalmente il giudice, orienta nella grande maggioranza dei casi la decisione finale: una relazione ben motivata e tecnicamente solida difficilmente viene disattesa in sentenza, il che rende la fase di formulazione dei quesiti e di controllo delle operazioni peritali determinante quanto le argomentazioni giuridiche di base.
