Prima ancora di sedersi al tavolo con i creditori, la Composizione negoziata prevede un passaggio tecnico spesso sottovalutato: il test pratico di verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento, accompagnato da una check-list che l'esperto compila insieme all'imprenditore.
Il test pratico confronta l'indebitamento complessivo dell'impresa con il flusso di cassa disponibile per il suo servizio, al netto delle esigenze operative correnti. Non è un giudizio morale sull'imprenditore: è un calcolo che dice, con un margine di approssimazione dichiarato, se esiste uno spazio di manovra per negoziare.
La check-list, più discorsiva, guida l'esperto attraverso le aree tipiche di crisi: adeguatezza degli assetti organizzativi, tempestività della rilevazione dei segnali, qualità dell'informazione contabile disponibile.
Un esito negativo del test pratico non chiude automaticamente la porta alla Composizione negoziata, ma orienta l'esperto verso un accompagnamento diverso: spesso verso una liquidazione ordinata, che tutela meglio i creditori di un tentativo di risanamento senza basi concrete.
