Uno dei filoni di contenzioso bancario più rilevanti degli ultimi anni riguarda le fideiussioni redatte secondo il modello predisposto dall'Associazione Bancaria Italiana, utilizzato in modo pressoché uniforme da gran parte del sistema bancario per anni.
La Banca d'Italia, in una nota del 2005, ha accertato che alcune clausole di questo schema standard — in particolare quelle di reviviscenza, sopravvivenza e rinuncia ai termini dell'articolo 1957 del Codice civile — costituivano un'intesa restrittiva della concorrenza, vietata dalla normativa antitrust.
Le Sezioni Unite della Cassazione, con una pronuncia che ha fatto da spartiacque, hanno chiarito che questa violazione antitrust comporta la nullità delle specifiche clausole coinvolte nell'intesa illecita, non necessariamente dell'intera fideiussione, aprendo un dibattito tecnico su quale fosse l'esatta portata di questa nullità.
Per chi ha firmato una fideiussione omnibus con lo schema ABI standard, la verifica della presenza di queste clausole specifiche è oggi un passaggio tecnico imprescindibile prima di qualsiasi valutazione sulla propria esposizione, perché la loro nullità può incidere in modo significativo sull'entità della garanzia effettivamente esigibile.
