I contratti di outsourcing tecnologico strategico, in particolare quelli relativi a infrastrutture cloud o a sistemi gestionali core dell'impresa, sono spesso negoziati concentrandosi sulle condizioni economiche e sui livelli di servizio, trascurando le clausole di uscita che diventano cruciali solo nel momento in cui l'impresa vuole cambiare fornitore.
Una clausola di uscita efficace deve specificare i formati in cui i dati verranno restituiti al termine del rapporto, la durata del periodo di transizione durante cui il vecchio fornitore continua a garantire supporto, e i costi — se previsti — di questa fase di migrazione verso un nuovo fornitore o verso un'infrastruttura interna.
Un elemento tecnico spesso trascurato riguarda la portabilità effettiva dei dati: alcuni fornitori esportano i dati in formati proprietari, non standard, che rendono estremamente costosa e complessa la loro effettiva migrazione verso un sistema diverso, di fatto creando un vincolo (lock-in) che va ben oltre la durata contrattuale nominale.
Negoziare queste clausole quando il rapporto contrattuale inizia, in un momento in cui l'impresa ha ancora pieno potere negoziale, è enormemente più efficace che tentare di farlo quando la dipendenza operativa dal fornitore è già consolidata e la relazione, magari, si è già deteriorata: a quel punto, ogni negoziazione avviene da una posizione di debolezza.
