Chi possiede un immobile destinato all'attività alberghiera ha essenzialmente due strade principali per la sua valorizzazione: l'affitto d'azienda a un operatore terzo, o l'affidamento della gestione tramite un contratto di management, mantenendo la proprietà dell'azienda alberghiera nel suo complesso.
Con l'affitto d'azienda, il proprietario riceve un canone fisso o parzialmente variabile, trasferendo all'affittuario il rischio operativo della gestione: una soluzione più semplice da amministrare, ma che limita l'upside per il proprietario se la struttura performa particolarmente bene.
Con il management contract, il proprietario mantiene la titolarità dell'azienda alberghiera e i relativi ricavi operativi, affidando a un operatore specializzato — spesso una catena internazionale — la gestione quotidiana in cambio di una management fee, tipicamente calcolata come percentuale del fatturato e del profitto operativo.
La scelta tra le due strutture dipende dalla propensione al rischio del proprietario e dalla sua capacità di monitorare l'attività operativa: il management contract offre potenzialmente rendimenti superiori ma richiede una due diligence molto più approfondita sull'operatore scelto e sui termini specifici del contratto, in particolare sulle clausole di performance e di risoluzione anticipata.
