Quando un'impresa ha urgenza di fermare le azioni esecutive dei creditori ma non ha ancora un piano completo pronto, la legge le permette di presentare una domanda di concordato preventivo "con riserva", comunemente detta domanda in bianco o prenotativa.
Con il solo deposito del ricorso, corredato dai bilanci degli ultimi esercizi e dall'elenco dei creditori, l'impresa ottiene la protezione automatica dalle azioni esecutive e cautelari, congelando la situazione mentre lavora al piano definitivo.
Il tribunale fissa un termine, tra sessanta e centoventi giorni, prorogabile in presenza di giustificati motivi, entro cui depositare piano, proposta e documentazione completa. Superato quel termine senza deposito, la protezione cade e il concordato viene dichiarato inammissibile.
Il rischio principale della domanda in bianco è proprio la gestione del tempo guadagnato: un'impresa che ottiene la protezione ma non usa la finestra per costruire davvero un piano solido rischia di arrivare al termine con nulla in mano, in una posizione spesso peggiore di quella di partenza, con i creditori ormai consapevoli della crisi e meno disposti a trattare.
