Il concordato minore si colloca in una posizione intermedia tra il piano del consumatore, riservato ai debiti personali, e il concordato preventivo ordinario, riservato alle imprese fallibili.
È lo strumento pensato per i piccoli imprenditori sotto soglia, i professionisti e gli imprenditori agricoli che hanno contratto debiti nell'esercizio della propria attività, ma non rientrano nel perimetro della liquidazione giudiziale.
A differenza del piano del consumatore, il concordato minore richiede il voto dei creditori, ma con una maggioranza calcolata sulla sola percentuale dei crediti votanti, non sulla totalità della massa creditoria: un meccanismo che rende più raggiungibile l'approvazione anche quando una parte dei creditori resta silente.
La Corte di Cassazione ha avuto modo di precisare, in una decisione recente del 2026, alcuni criteri applicativi sul concordato minore, contribuendo a consolidare un orientamento più uniforme sulla procedura tra i diversi tribunali italiani (da verificare il riferimento esatto della pronuncia).
