Le crisi d'impresa raramente restano confinate a una sola società quando l'azienda in difficoltà fa parte di un gruppo. Il Codice della crisi ha introdotto una disciplina specifica per il concordato preventivo di gruppo, che permette di presentare piani coordinati per più società controllate dalla stessa holding.
Il vantaggio principale è la possibilità di valorizzare le sinergie industriali e finanziarie tra le società del gruppo: un piano unitario può salvare rapporti commerciali intragruppo che, trattati separatamente società per società, andrebbero perduti con danno per tutti i creditori.
La complicazione, altrettanto reale, sta nel coordinare masse di creditori spesso molto diverse tra le varie società: una controllata operativa con debiti verso fornitori e dipendenti ha interessi diversi da una holding con debiti prevalentemente finanziari verso le banche.
Il Codice richiede comunque che ciascuna società conservi la propria autonomia patrimoniale e procedurale: il piano è coordinato, ma il voto dei creditori resta distinto per ciascuna società, e l'omologazione di una non trascina automaticamente quella delle altre.
