Chiunque abbia seguito una Composizione negoziata sa che il documento più importante, a percorso concluso, è la relazione finale dell'esperto. Non è un atto meramente formale: fotografa in modo indipendente cosa è stato tentato, con chi si è trattato, perché l'accordo è riuscito o è fallito.
Quella relazione ha una vita che va oltre la Composizione negoziata stessa. Se l'imprenditore accede successivamente a un concordato semplificato per la liquidazione, il tribunale la legge come primo elemento di valutazione della buona fede e della serietà del tentativo di risanamento.
Anche in una successiva domanda di liquidazione giudiziale, la relazione finale può diventare un tassello nella ricostruzione della tempistica della crisi: quando l'imprenditore se ne è accorto, cosa ha fatto, con quale tempestività.
Per questo un imprenditore ben consigliato non tratta la relazione finale come una formalità di chiusura, ma cura fin dall'inizio del percorso la qualità della documentazione e la trasparenza verso l'esperto: quella relazione, nel bene e nel male, lo accompagnerà nelle fasi successive.
