A differenza di un immobile residenziale, il cui valore si stima principalmente per comparazione con transazioni simili nella stessa zona, un hotel viene valutato prevalentemente con il metodo reddituale, che considera il flusso di cassa generato dalla gestione operativa della struttura.
Il parametro centrale di questo metodo è il RevPAR, il ricavo medio per camera disponibile, che combina il tasso di occupazione con la tariffa media applicata: un hotel con RevPAR in crescita costante vale, a parità di altre condizioni, significativamente di più di uno con RevPAR stagnante o in calo.
Sul flusso di cassa normalizzato dell'hotel si applica poi un tasso di capitalizzazione, comunemente noto come cap rate, che riflette il rischio percepito dell'investimento: hotel in location primarie e con brand riconosciuti applicano cap rate più bassi, traducendosi in valutazioni proporzionalmente più alte a parità di reddito generato.
Un elemento tecnico spesso sottovalutato nella valutazione alberghiera è la distinzione tra il valore dell'immobile e il valore dell'azienda alberghiera nel suo complesso, che include l'avviamento commerciale, i contratti di gestione e il brand: due strutture identiche dal punto di vista edilizio possono avere valori molto diversi a seconda della qualità della gestione operativa.
