Il tasso di capitalizzazione applicato nella valutazione reddituale di un hotel non è un parametro uniforme sul territorio nazionale: varia sensibilmente in funzione della location, della stabilità della domanda turistica e della liquidità del mercato immobiliare alberghiero locale.
Le grandi città d'arte e i principali capoluoghi economici italiani, con una domanda turistica e business diversificata e relativamente stabile nel corso dell'anno, attraggono investitori istituzionali disposti ad accettare cap rate più contenuti, riflettendo un rischio percepito inferiore.
Le destinazioni turistiche minori, spesso caratterizzate da una stagionalità più marcata e da una minore liquidità del mercato delle transazioni alberghiere, richiedono invece cap rate più elevati per compensare il maggiore rischio di variabilità dei ricavi e la maggiore difficoltà di uscita dall'investimento in caso di successiva rivendita.
Per chi struttura un'operazione di acquisizione o di finanziamento alberghiero, comprendere questa gerarchia di cap rate per location è un elemento essenziale non solo per valutare correttamente il prezzo di ingresso, ma anche per stimare in modo realistico il valore di uscita dell'investimento nell'orizzonte temporale previsto dal piano finanziario.
