Il divieto di anatocismo non riguarda solo i conti correnti: si estende anche ai mutui, con un dibattito tecnico specifico legato al metodo di ammortamento cosiddetto alla francese, il più diffuso nella prassi bancaria italiana.
La tesi, sostenuta da una parte della dottrina tecnica e in alcune pronunce di merito, sosteneva che il piano di ammortamento a rata costante nasconderebbe una capitalizzazione composta degli interessi, in violazione del divieto di anatocismo.
La giurisprudenza di legittimità più consolidata ha però chiarito che il metodo di ammortamento alla francese, di per sé, non comporta anatocismo: la rata costante è semplicemente una modalità di ripartizione del rimborso tra capitale e interessi, senza che gli interessi maturati e non pagati producano a loro volta ulteriori interessi.
Resta invece pienamente attuale la verifica su altri profili del mutuo: l'eventuale erroneo calcolo del tasso effettivo globale, l'applicazione di interessi moratori che, sommati a quelli corrispettivi, superano la soglia usura, e la corretta indicazione di tutti i costi nel documento informativo precontrattuale.
