Negoziare con i fornitori strategici in un accordo di ristrutturazione è un esercizio diverso da quello con le banche: il fornitore non guarda solo al recupero del credito pregresso, ma anche alla possibilità di continuare a vendere all'impresa in futuro.
Questo doppio interesse — recupero del passato, continuità del rapporto futuro — permette spesso soluzioni creative che con i creditori puramente finanziari sarebbero impensabili: sconti sul pregresso in cambio di condizioni di pagamento più favorevoli sulle forniture future, o l'inclusione di clausole di fedeltà commerciale nell'accordo stesso.
Il rischio da gestire con attenzione è la comunicazione: un fornitore che scopre la crisi dai giornali, invece che da un tavolo di trattativa diretta, reagisce quasi sempre in modo più difensivo — chiedendo pagamento anticipato, riducendo le forniture, in alcuni casi interrompendo del tutto il rapporto.
Per questo, nella costruzione di un accordo di ristrutturazione, la sequenza con cui si coinvolgono i diversi creditori — prima le banche, poi i fornitori chiave, infine la comunicazione più ampia — è quasi importante quanto i termini economici della proposta stessa.
