La forma agevolata degli accordi di ristrutturazione risponde a una logica precisa: se l'imprenditore rinuncia alla protezione dai creditori e continua a pagare regolarmente chi resta fuori dall'accordo, la legge premia questa scelta abbassando la soglia di adesione richiesta dal 60% al 30% dei crediti.
Il vantaggio è evidente per le imprese che hanno un nucleo ristretto di creditori strategici — tipicamente le banche principali — la cui adesione basta a raggiungere la soglia agevolata, senza dover coinvolgere l'intera massa creditoria in una trattativa complessa.
Il limite altrettanto evidente: senza misure protettive, l'impresa resta esposta alle azioni esecutive dei creditori che non hanno ancora aderito o che decidono di non farlo, durante tutto il tempo necessario a costruire e depositare l'accordo.
Nella pratica, la forma agevolata funziona bene quando la crisi non è ancora conclamata pubblicamente e i creditori estranei non hanno motivo di allarmarsi: più la crisi è nota, più diventa rischioso rinunciare alla protezione.
