I fondi di credito privato stanno occupando lo spazio che le banche lasciano vuoto, e lo fanno a condizioni che riscrivono i rapporti di forza dentro l'impresa. Chi negozia quei contratti sta negoziando molto più di un tasso: sta decidendo chi comanda se le cose vanno male.
Credito privato: il finanziatore che arriva quando la banca dice no
La scena si ripete con parole quasi identiche in tutti i mercati. Un'impresa ha bisogno di risorse in tempi rapidi. La banca risponde di no: troppo rischioso, troppo complesso, troppo lento da istruire. A quel punto entra un fondo di credito privato, che presta quello che le banche non prestano, alle condizioni che il rischio comporta.
Il fenomeno non è marginale e non riguarda soltanto i mercati anglosassoni. L'autorità di vigilanza australiana ha messo il credito privato fra le proprie priorità di attenzione; le banche d'affari che si occupano di ristrutturazioni indicano la leva sul software e proprio il credito privato fra i detonatori dell'ondata attesa; in India il ricorso a questi strumenti viene raccontato come la normalità per operazioni che il sistema bancario non riesce a servire.
Perché lo spazio si è aperto
Due movimenti simultanei hanno prodotto il vuoto. Da un lato, il costo del denaro è tornato alto e vi è rimasto: i rendimenti obbligazionari globali hanno toccato livelli che non si vedevano da anni, e il decennale statunitense ha superato il 4,8%, con il trentennale oltre il 5,2%, in un'area già visitata nel 2007. Dall'altro, le condizioni effettivamente praticate alle imprese minori non hanno seguito la discesa dei tassi di riferimento: i rapporti internazionali segnalano che, nonostante la fase di riduzione avviata dalle banche centrali, per le piccole e medie imprese l'accesso non è migliorato, e il costo applicato resta sopra la media generale.
Quando un'impresa sana ma non standard non trova risposta nel canale tradizionale, il capitale privato la trova. Non per generosità: perché quel rischio, prezzato correttamente, rende.
Che cosa si negozia davvero
Il tasso è la parte che tutti guardano ed è la meno interessante. Un contratto di credito privato si gioca su tre terreni che decidono chi comanda l'impresa nei mesi successivi.