Una grande borsa europea prepara il debutto di token garantiti da titoli quotati, negoziabili anche quando il mercato è chiuso. La struttura funziona finché token e sottostante restano allineati. Il diritto comincia esattamente dove quell'allineamento si rompe.
Azioni tokenizzate in Borsa: le domande giuridiche che nessuno ha ancora posto
La notizia è di quelle che sembrano tecniche e sono strutturali: il London Stock Exchange ha stretto un accordo con la società statunitense che controlla un grande exchange di criptovalute per portare sulla propria piattaforma notturna token garantiti da titoli di società quotate a Londra, con lancio previsto nel 2027 e subordinato al via libera delle autorità. Il modello non è inedito: esistono già piattaforme in cui ogni token è coperto da un'azione o da una quota di fondo indicizzato e può essere scambiato anche a mercato chiuso. Il Nasdaq ha condotto i primi test operativi dopo l'autorizzazione della propria autorità di vigilanza.
La ragione dichiarata è la liquidità: allungare gli orari di negoziazione, accelerare il trasferimento dei titoli, rivitalizzare listini penalizzati da poche nuove quotazioni. La ragione taciuta è che il modello di mercato tradizionale, con orari e intermediari, sta perdendo attrattiva rispetto a infrastrutture che funzionano ventiquattro ore su ventiquattro.
Che cosa si compra quando si compra un token
La prima domanda è la più elementare e la meno risolta: chi acquista un token garantito da un'azione, che cosa acquista esattamente?
Le risposte possibili sono almeno tre, con conseguenze molto diverse. Può acquistare una posizione di credito verso l'emittente del token, che a sua volta detiene l'azione: in questo caso il rischio non è il rischio della società quotata, è il rischio dell'emittente del token, e in caso di sua insolvenza il possessore concorre con gli altri creditori. Può acquistare un diritto reale su una quota di un insieme di titoli tenuti in custodia: allora la separazione patrimoniale è essenziale, e va verificata nella struttura contrattuale e nella disciplina del depositario. Può acquistare uno strumento che replica l'andamento del sottostante senza attribuire alcun diritto su di esso: in questo caso siamo in presenza di un derivato, con tutto ciò che comporta in termini di disciplina applicabile.