Cos'è davvero l'euro digitale all'ingrosso, come funzionano Pontes e Appia, cosa hanno trovato Banque de France e Bundesbank negli esperimenti 2024-2025, e perché l'IFSC irlandese è in prima linea

CBDC wholesale e progetto EXPLORE: come la BCE sta riscrivendo il settlement interbancario su DLT

Esiste una domanda che non si fa mai nelle conferenze sulla finanza digitale, eppure è l'unica che il banchiere centrale perde il sonno a rispondere: quando la banca regola un'operazione su DLT, con quale moneta fissa il risultato? Nei cinque numeri precedenti abbiamo smontato l'emissione di debito tokenizzato, la differenza fra token e quota, il post-trading, l'"illusione del codice è legge" e la gamba del contante nelle sue tre forme. Oggi saliamo un gradino. Parliamo di qualcosa che non è ancora in produzione su larga scala ma che determinerà — più di qualsiasi regolamento secondario — come funzionerà il mercato finanziario europeo all'ingrosso nei prossimi dieci anni. Parliamo di CBDC wholesale: la moneta di banca centrale che circola su registro distribuito, riservata alle istituzioni, pensata per il settlement interbancario. E del motivo per cui l'Irlanda, con il suo IFSC, non sta a guardare.

CBDC wholesale: non è l'euro digitale che conosci

La confusione nasce subito. Quando i giornali parlano di "euro digitale" intendono quasi sempre la versione retail: un portafoglio elettronico per i cittadini, alternativo al contante fisico, emesso dalla BCE e accessibile tramite intermediari autorizzati. Quel progetto — il progetto di euro digitale retail — è in fase di preparazione, ma non è ancora stata presa una decisione finale di emissione (BCE, aggiornamenti 2024-2025). Non è di quello che parliamo oggi.

La CBDC wholesale è un'altra cosa. È una passività della banca centrale — moneta senza rischio di controparte privata — riservata esclusivamente ai partecipanti istituzionali: banche, depositari centrali, controparti centrali, altri intermediari autorizzati. Il suo scopo non è rimpiazzare il contante nel portafoglio del consumatore ma risolvere un problema tecnico preciso: come si regola un'operazione in moneta di banca centrale quando l'asset viaggia su un registro distribuito? Oggi la risposta è: non si regola, o si regola con un workaround — simulando il pagamento via bridge verso TARGET2, accumulando rischio di regolamento nella finestra di attesa. La CBDC wholesale mette il contante della banca centrale direttamente sullo stesso binario dell'asset tokenizzato, rendendo possibile il delivery versus payment atomico: consegna e pagamento in un'unica istruzione, indivisibile, definitiva.

Questa distinzione — wholesale versus retail — non è un dettaglio lessicale. Cambia il quadro normativo, il perimetro dei soggetti ammessi, il profilo di rischio e, soprattutto, l'urgenza: il mercato dei titoli tokenizzati all'ingrosso ha già transato volumi reali, e il settore chiede da anni che la gamba del contante sia all'altezza della gamba dell'asset. La CBDC retail è un progetto di politica monetaria e inclusione finanziaria; la CBDC wholesale è un progetto di infrastruttura finanziaria.

Il progetto EXPLORE: la BCE scende in campo

Nell'ottobre 2023 la BCE ha avviato la fase di esplorazione del tema con una serie di esperimenti coordinati, raccolti sotto l'etichetta comune di progetto EXPLORE. Il programma ha coinvolto sei banche centrali nazionali dell'Eurosistema — Banque de France, Bundesbank, Banca d'Italia, Oesterreichische Nationalbank, Banco de España e Banca dei Paesi Bassi — e una selezione di operatori privati, con l'obiettivo di testare forme diverse di regolamento in moneta di banca centrale su DLT (BCE, Report on EXPLORE, 2024).

Gli esperimenti si sono concentrati su tre macro-scenari. Il primo è il trigger-based settlement: la DLT notifica a TARGET Services che un asset è stato trasferito, TARGET2 esegue il pagamento in euro centralizzato e poi un segnale di ritorno conferma alla catena che il regolamento è avvenuto. Semplice da implementare perché non tocca l'infrastruttura esistente, ma non garantisce atomicità vera — la finestra tra la notifica e il pagamento porta ancora un rischio residuo. Il secondo scenario è il distributed ledger interoperability: più registri DLT che dialogano tramite protocolli di interoperabilità, con il contante che si muove da un ledger all'altro. Il terzo — il più ambizioso — è il DLT-native central bank money: un token rappresentativo della moneta di banca centrale che esiste direttamente sulla stessa piattaforma DLT dove circolano gli asset, rendendo possibile il DvP in senso stretto, senza passaggi intermedi (BCE, EXPLORE Summary Report, maggio 2024).

I risultati pubblicati nel maggio 2024 hanno confermato la fattibilità tecnica di tutte e tre le architetture, con differenze significative su scalabilità, latenza e complessità operativa. La valutazione della BCE è stata netta: il terzo modello offre la massima efficienza di regolamento, ma richiede un salto istituzionale più profondo — quello di mettere un liability della banca centrale su una infrastruttura che l'Eurosistema non controlla interamente. Una scelta che non è solo tecnica, ma di politica monetaria e di governance.

Da EXPLORE a Pontes e Appia: la roadmap dell'Eurosistema

Il 1° luglio 2025 la BCE ha reso pubblica la sua strategia pluriennale per il settlement in moneta di banca centrale su DLT. Architettura a due binari, con nomi che richiamano le vie romane: non è un caso, perché la metafora è quella di una rete che collega periferie diverse a un centro comune.

Pontes — il ponte — è la soluzione di breve periodo. Si tratta di un'interfaccia standardizzata che collega le piattaforme DLT private ai TARGET Services esistenti: TARGET2 per i pagamenti, T2S per il settlement di titoli. Quando una piattaforma DLT deve regolare la gamba del contante di un'operazione, Pontes converte l'istruzione on-chain in un ordine di pagamento su TARGET2, esegue il settlement e ritrasmette la conferma alla catena. Non è DLT-native — il contante non esiste sulla catena, ma nel conto della banca centrale — ma permette di usare gli account TARGET esistenti come riserva di regolamento per operazioni su DLT, avvicinandosi al DvP con tempi molto compressi. L'avvio operativo è previsto per il terzo trimestre del 2026 (BCE, comunicato luglio 2025). L'architettura è interoperabile per costruzione: piattaforme diverse possono connettersi tramite la stessa interfaccia Pontes, indipendentemente dal tipo di DLT sottostante.

Appia è la visione di lungo periodo: un ecosistema finanziario all'ingrosso europeo in cui moneta di banca centrale tokenizzata e asset finanziari tokenizzati coesistono sulla stessa infrastruttura, con settlement DvP nativo, programmabilità on-chain e integrazione diretta con i servizi dell'Eurosistema. La timeline non è ancora fissata in modo definitivo — si parla di un orizzonte 2028-2030 (da verificare), e la BCE ha precisato che le decisioni formali di emissione della CBDC wholesale DLT-native non sono ancora state adottate (BCE, 2025).

Il punto politicamente più rilevante è che queste due iniziative sono coordinate con la BIS e con altre banche centrali del G20 attraverso il programma BIS Innovation Hub, in particolare i progetti mBridge (CBDC cross-border multi-valuta, con Cina, Hong Kong, Emirati e Tailandia) e Agora (che coinvolge sette banche centrali, tra cui Banca d'Italia, Fed, Banca d'Inghilterra e Banca del Giappone, per testare depositi tokenizzati interoperabili on-chain con moneta di banca centrale). Non è un cantiere europeo isolato: è la riscrittura dell'architettura monetaria internazionale, fatta a pezzi ma su tempi concreti.

Gli esperimenti delle banche centrali nazionali: cosa hanno trovato

Al di là della cornice BCE, le banche centrali nazionali si sono mosse con esperimenti propri, ciascuna con un focus diverso.

La Banque de France è stata tra le più attive in Europa. Tra il 2021 e il 2023 ha condotto oltre una dozzina di esperimenti in collaborazione con intermediari privati — tra cui Euroclear, HSBC, Société Générale e la stessa BCE — testando il regolamento in CBDC wholesale di obbligazioni governative, operazioni repo e pagamenti interbancari cross-border. In uno degli esperimenti del 2023, ha simulato il settlement di un'emissione obbligazionaria del debito pubblico francese su DLT con pagamento in moneta di banca centrale tokenizzata, confermando la fattibilità del DvP on-chain e identificando le principali questioni di finality giuridica (Banque de France, DL3S project, 2023). Il modello utilizzato prevedeva che la Banque de France fungesse da settlement agent per il contante, con un token denominato "trigger solution" che replicava la moneta di banca centrale sull'infrastruttura di Euroclear (da verificare i dettagli tecnici dell'architettura specifica).

La Bundesbank ha partecipato agli esperimenti EXPLORE con un focus specifico sull'interoperabilità: come i sistemi DLT privati possono connettersi a TARGET2 senza richiedere alla banca centrale di emettere un token proprio. L'approccio tedesco — più conservativo di quello francese — privilegia il modello trigger-based, estendendo l'infrastruttura esistente anziché crearne una nuova, con l'argomento che l'affidabilità operativa e la sicurezza giuridica di TARGET2 sono valori da preservare, non da abbandonare (Bundesbank, Annual Report 2024; da verificare).

La BIS, tramite l'Innovation Hub svizzero, ha condotto il progetto Helvetia con la Banca Nazionale Svizzera e SIX Digital Exchange: settlement di obbligazioni tokenizzate in CBDC wholesale, con esito positivo sul piano tecnico e apertura di questioni aperte sul piano della finality nelle operazioni cross-border (BIS, Helvetia Phase III, 2024; da verificare l'aggiornamento al 2025). L'hub di Hong Kong ha completato esperimenti analoghi con la Hong Kong Monetary Authority, e il programma mBridge ha completato nel 2024 una fase pilota con transazioni reali di valore commerciale fra le banche centrali partecipanti — il primo caso documentato di CBDC wholesale usate per regolamenti effettivi cross-border (BIS, mBridge, 2024).

Il mercato repo e il clearing: dove l'impatto è più immediato

Per capire perché la CBDC wholesale non è un esperimento accademico, bisogna guardare dove il rischio di regolamento morde di più: il mercato dei pronti contro termine e il post-trading dei titoli governativi.

Il mercato repo europeo muove ogni giorno centinaia di miliardi di euro. Il settlement di ogni operazione repo richiede la consegna del collaterale (il titolo) e il pagamento del contante in modo coordinato — esattamente il problema del DvP. Oggi questo avviene attraverso T2S per i titoli e TARGET2 per il contante, con cicli che partono al mattino e si chiudono in giornata, ma con una finestra di esposizione che esiste finché i due movimenti non sono confermati. In una giornata normale questa finestra dura minuti; in una giornata di stress — come durante la crisi del debito sovrano del 2011 o il marzo 2020 — può diventare un problema sistemico (BCE, Financial Stability Review, 2023).

Una CBDC wholesale on-chain renderebbe il DvP istantaneo: il titolo tokenizzato e la moneta tokenizzata si scambiano nell'unica istruzione dello smart contract, o entrambi, o nessuno. Il rischio di regolamento collassa a zero nella finestra di esecuzione. Questo cambia anche la matematica del clearing: se il settlement è certo e istantaneo, le controparti centrali (CCP) devono accantonare meno garanzie per coprire il rischio di mancato regolamento, liberando collaterale che oggi è immobilizzato.

Il Consiglio per la Stabilità Finanziaria ha stimato che il settlement in moneta di banca centrale tokenizzata potrebbe ridurre il fabbisogno di collaterale nel clearing centrale di una percentuale significativa (da verificare l'entità esatta della stima, che varia nelle diverse analisi), con effetti importanti sulla liquidità complessiva del sistema. Non è un guadagno di efficienza marginale: è una riallocazione strutturale di risorse all'interno del mercato finanziario.

Questioni legali aperte: finality, insolvenza cross-chain e il vuoto di regolazione

Qui l'Avvocato del Diavolo alza la mano. Perché il problema tecnico — come tokenizzare la moneta della banca centrale — è avanzato. Il problema legale è ancora in larga misura irrisolto.

Il primo nodo è la settlement finality: quando un pagamento su DLT è definitivo e non più revocabile? Nella normativa europea, la Direttiva Settlement Finality (DSF, 98/26/CE) garantisce che le istruzioni di pagamento sui sistemi designati siano irrevocabili dal momento in cui entrano nel sistema, anche in caso di insolvenza di un partecipante. Il problema è che questa tutela si applica ai sistemi designati — e la maggior parte delle piattaforme DLT private non sono sistemi designati ai sensi della DSF. Un pagamento eseguito su uno smart contract su una blockchain privata non gode automaticamente della protezione della finality normativa: la controparte insolvente potrebbe contestare il trasferimento nell'ambito della procedura concorsuale, con conseguente litispendenza e incertezza sul risultato (EBA, Report on DLT applied to payment systems, 2022; da verificare l'aggiornamento regolatorio).

La soluzione parziale esiste: il Regolamento UE sul Regime Pilota per le infrastrutture di mercato su DLT (Reg. UE 2022/858) consente ai DLT MTF e ai DLT SS di operare con esenzioni temporanee rispetto ai requisiti MiFID/CSDR, inclusa la possibilità di richiedere il riconoscimento come sistema ai sensi della DSF. Ma il Regime Pilota è per definizione temporaneo — dura fino al 2027 con possibilità di proroga — e copre solo le piattaforme che ottengono l'autorizzazione specifica, non l'ecosistema DLT nel suo complesso (Reg. UE 2022/858, art. 14; da verificare l'applicazione caso per caso).

Il secondo nodo è l'insolvenza cross-chain. Quando un'operazione si liquida su due registri diversi — per esempio, l'asset su una DLT privata e il contante tramite Pontes su TARGET2 — la finality delle due gambe segue regole diverse: la gamba TARGET2 è definitiva ai sensi della DSF perché TARGET2 è un sistema designato; la gamba DLT non lo è necessariamente. Se la controparte diventa insolvente tra la finalizzazione della prima gamba e quella della seconda, il risultato è una situazione asimmetrica: hai consegnato ma non sei stato pagato, oppure hai pagato ma non hai ricevuto, e il curatore fallimentare potrebbe contestare il trasferimento. Questo rischio è noto e documentato, ma non ha ancora una soluzione normativa sistematica a livello europeo (BIS Working Papers; EBA Opinion 2024; da verificare).

Il terzo nodo è la legge applicabile. Quale ordinamento governa un trasferimento di moneta tokenizzata tra una banca irlandese e una banca tedesca, su una piattaforma DLT la cui governance è distribuita su nodi in più giurisdizioni? Il Regolamento Roma I prevede la libertà di scelta della legge contrattuale, ma il contratto è uno smart contract autogovernte, senza una clausola di scelta della legge scritta in prosa. I tentativi di risposta esistono — la UNIDROIT ha pubblicato nel 2023 i suoi principi sulle attività digitali (UNIDROIT Principles on Digital Assets and Private Law, 2023) — ma non sono vincolanti e la loro adozione negli ordinamenti nazionali è disomogenea.

Perché l'Irlanda è in prima fila

Non è un caso che l'Irlanda osservi questa evoluzione con interesse diverso da molti altri Stati membri.

L'International Financial Services Centre (IFSC) di Dublino ospita, secondo i dati della IDA Ireland, più di 250 istituzioni finanziarie internazionali — tra cui le sussidiarie europee di una cinquantina dei maggiori gruppi bancari globali — con un totale di attivi gestiti che supera i 3.000 miliardi di euro (da verificare l'aggiornamento preciso del dato al 2025). Dopo Brexit, Dublino ha consolidato il suo ruolo di hub EU per molte attività di capital markets che prima gravitavano su Londra. Citibank, JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Barclays: tutte hanno spostato o ampliato in Irlanda la loro entità regolata nell'Unione Europea.

In questo contesto, la CBDC wholesale non è un tema astratto. È un tema concreto per il settlement delle operazioni di bond e repo che queste istituzioni eseguono quotidianamente nell'area euro. Se Pontes arriva nel terzo trimestre 2026 come pianificato, le banche IFSC saranno tra i partecipanti più attivi al sistema — e dovranno aggiornare i loro modelli operativi, i contratti di accesso alle piattaforme, le procedure di gestione del rischio di settlement e le politiche di collaterale. La Central Bank of Ireland, che è anche la principale autorità di vigilanza per molte di queste entità, ha già partecipato agli esperimenti EXPLORE nell'ambito dell'Eurosistema e ha pubblicato position paper sul tema dei mercati finanziari digitali (CBI, Consultations 2024; da verificare).

C'è un'altra ragione specifica per cui l'Irlanda guarda con attenzione. Il settore dei fondi di investimento — l'Irlanda è il secondo hub europeo per fondi UCITS dopo il Lussemburgo, con oltre 4.000 miliardi di euro in gestione (da verificare) — è uno degli utenti finali potenzialmente più impattati dalla tokenizzazione dei titoli e dal settlement in CBDC wholesale. Se i fondi iniziano a detenere asset tokenizzati, il loro depositario deve essere in grado di custodirli su DLT, il transfer agent deve essere in grado di processare le sottoscrizioni e i rimborsi on-chain, e il regolamento finale deve avvenire in moneta sicura. L'intera filiera operativa del fund administration che fa la fortuna dell'IFSC deve adattarsi — o rischia di essere bypassata da piattaforme che nascono già native DLT.

Progetto / Esperimento Banca centrale Architettura testata Stato
EXPLORE (multi-BCN) BCE + 6 BCN Eurosistema Trigger-based, interoperabilità DLT, DLT-native Completato, report maggio 2024
DL3S / CBDC wholesale Francia Banque de France DvP on-chain con trigger solution Euroclear Completato 2023; esteso in EXPLORE
Trigger Solution (Bundesbank) Bundesbank Collegamento DLT→TARGET2 senza token nativo Operativo in test; integrato in Pontes
Helvetia Phase III BNS (Svizzera) + BIS CBDC wholesale nativa su SIX Digital Exchange Completato 2024 (da verificare aggiornamenti)
mBridge (fase pilota) BIS + 4 banche centrali Asia-ME CBDC wholesale cross-border multi-valuta Pilota con transazioni reali completato 2024
Pontes (Eurosistema) BCE Bridge DLT→TARGET Services Avvio previsto T3 2026
Appia (Eurosistema) BCE Ecosistema wholesale tokenizzato nativo Visione di lungo periodo (post-2027)

Il ruolo dei settlement agent e il nodo della governance

C'è un attore che nei dibattiti sulla CBDC wholesale viene nominato meno di quanto meriti: il settlement agent. Nell'architettura Pontes, la banca centrale non si espone direttamente a ogni singola piattaforma DLT privata: delega il settlement a un settlement agent autorizzato — tipicamente una banca commerciale di grandi dimensioni o un depositario centrale — che funge da ponte tra il mondo DLT e i conti TARGET. Questo crea una catena di responsabilità che va analizzata con precisione.

Il settlement agent che gestisce la gamba del contante per conto di terzi su una piattaforma DLT sta prestando un servizio di pagamento. Se qualcosa va storto — un bug nello smart contract, una doppia esecuzione, un trasferimento non autorizzato — chi risponde? La banca centrale, che ha eseguito il pagamento su istruzione? Il settlement agent, che ha validato l'istruzione? L'operatore della piattaforma DLT, il cui codice ha generato l'istruzione errata? Il diritto dei pagamenti esistente non ha una risposta cristallizzata per questa catena di attori quando uno di essi è uno smart contract (EBA, Report 2022; ESMA, consultations 2024).

La governance della piattaforma DLT diventa quindi un elemento di rischio operativo e legale di primo livello. Chi può modificare il codice degli smart contract di settlement? Con quale procedura? Con quale preavviso alle controparti? Se la piattaforma aggiorna il contratto e il comportamento cambia, il consenso contrattuale originario copre anche il nuovo comportamento? Le risposte esistono — si costruiscono caso per caso nei contratti di accesso alle piattaforme, nelle regole operative, nelle politiche di governance — ma vanno poste prima di firmare, non dopo il primo incidente.

Dove siamo davvero: tre verità da Avvocato del Diavolo

La CBDC wholesale non è un progetto accademico in ritardo. Ha tempi concreti, architetture già testate, un impegno formale della BCE e una domanda reale dal mercato. Chi opera nei capital markets europei — e chi opera dall'IFSC — deve tenerla nella propria agenda strategica, non nella lista dei "temi del futuro".

Ma tre verità meritano di essere dette senza addolcirle.

La prima: il settlement atomico non elimina il rischio, lo trasforma. Il rischio di regolamento — il ritardo tra consegna e pagamento — si riduce quasi a zero con il DvP on-chain. Ma si creano nuovi rischi: il rischio di esecuzione dello smart contract, il rischio di governance della piattaforma, il rischio di interoperabilità quando le due gambe transitano sistemi diversi. La riduzione del rischio di regolamento è reale; l'assenza di rischio è un'illusione.

La seconda: la finality giuridica non è la stessa cosa della finality tecnica. Uno smart contract che esegue in millisecondi non garantisce che il trasferimento sia giuridicamente irrevocabile. La DSF protegge i sistemi designati, non ogni registro distribuito. Finché questa asimmetria non viene colmata — o per via normativa, o tramite il riconoscimento come sistema designato delle piattaforme DLT più importanti — il rischio legale nei momenti di stress rimane aperto.

La terza: la velocità dell'infrastruttura non è la velocità della contrattazione. Pontes può essere operativo nel 2026, ma i contratti di accesso alle piattaforme, i modelli di gestione del collaterale su DLT, le procedure interne di risk management, i contratti intergruppo per il settlement cross-entity — tutto questo richiede tempo per essere costruito in modo solido. L'errore che le istituzioni faranno è aspettare che l'infrastruttura sia matura per iniziare a lavorare sul framework legale e operativo. Il framework deve arrivare prima, non dopo.

Tutte le affermazioni di questo articolo sono ancorate a fonti verificabili — BCE, BIS, EBA, ESMA, Banque de France, Bundesbank, normativa UE — citate inline. I dati riflettono le informazioni disponibili al 29 giugno 2026. Le informazioni contrassegnate con "(da verificare)" richiedono conferma alla luce degli aggiornamenti successivi alla data di redazione. Nulla in questo articolo costituisce consulenza legale o finanziaria per casi specifici.

Saoirse

Irlanda · 29 giugno 2026

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